A. DI SANTO - 4 C SU (RACCONTO: COM'E' CHE NON RIESCI PIU' A VOLARE?) PRIMO PREMIO RACCONTO

COM’E’ CHE NON RIESCI PIU’ A VOLARE?

DUE PERSONE, IN UN LUOGO SCONOSCIUTO, IN UNA NOTTE DI UN PERIODO NON DEFINITO.

“Interlocutore 1”

Scusa vuoi una sigaretta?

Sai io ultimamente non riesco a farne a meno; non che sia così tanto felice di aspirare fumo rovinandomi i polmoni: trovo solo soddisfazione nel perdermi tra gli innumerevoli disegni nati dall’abbraccio del fumo con il chiarore della Luna e le tenebre.

 Non è poi così brutto, si ovviamente starò dimezzando la mia vita di parecchi anni e di conseguenza morirò presto … magari fra un anno ma nel frattempo avrò trecentosessantacinque giorni di immaginazione in cui perdermi.

“Interlocutore 2”

……………………..

“Interlocutore 1”

Penso che le emozioni non debbano munirsi di parole per potersi esprimere: vedi questo fumo che ora sta volteggiando in aria? Ecco, non necessitano discorsi per rappresentare a pieno la bellezza di questa danza. In questo Caleidoscopio movimento vedo una bellissima ballerina del ventre che si muove a ritmo di musica colorando le sue curve con la luce emessa da un falò nel deserto. Il gioco però risiede nel fatto che tutto questo lo riesca a vedere solo io, chissà cosa tu vuoi osservare e su cosa vuoi sognare perché perdere fiato per un momento così bello “mosso” solamente grazie alle nostre emozioni? Quindi prendi questa sigaretta, l’ho appena accesa ed accostandoti a me inizia pure a sognare, anche in silenzio, sei libera di farlo se lo vuoi.

“Interlocutore 2”

Io ora vedo te, prendo in mano la tua vita e so di conoscerti anche se ti ho incontrato solo ora; se chiudo gli occhi posso intravedere te bambino che giochi in un parco, posso scrutarti mente baci una ragazza e soffrire nel vederti piangere. Ti chiami ******, vivi a Milano ed hai ** anni, hai avuto una vita infelice e tenti di nascondere una ferita che per quanto cerchi di confutare appare sempre più evidente poiché sanguina copiosamente. Tuttavia nonostante io ti abbia nel mio palmo e ti stringa fino a sentire ogni parte di te; non riesco a comprendere l’origine del tuo dolore.

“Interlocutore 1”

Nonostante voglia apparire diverso, tentando di nascondermi dietro la corazza del mio odio il mio essere appare così esplicito anche ad uno sconosciuto come te.

“Interlocutore 2”

Le emozioni sono come la nostra pelle, ci difendono e nello stesso tempo, essendo sensibili al calore del male ci ustionano facendoci provare tanto dolore: divenendo in tal modo l’entità più visibile del nostro corpo.               Basta infatti sfiorare il velo di sentimenti che a noi tutti ci ricopre per poterci leggere fino all’ultima riga. Così ti ho sfogliato pagina per pagina come se fossi un libro e posso dire la tua vita è stata il mio miglior romanzo che abbia mai letto.

“Interlocutore 1”

Aspetta, insegnami, fai sognare anche me! Chiudo gli occhi ma non riesco proprio ad immedesimarmi in te: la mia esile mano affonda solo nella soffice seta che ti ricopre ma lì si ferma.

“Interlocutore 2”

Non credo ti sia possibile e non penso che lo sarà mai…

“Interlocutore 1”

  Perché scusa?

“Interlocutore 2”

Ho detto che non è possibile e basta

 

                                                              (Dopo un’ora di silenzio)

 

“Interlocutore 1”

Guarda, Guarda!

“Interlocutore 2”

Cosa?

“Interlocutore 1”

 Quei due ragazzi lì dietro quella siepe si stanno baciando: in quel momento non sono le loro labbra a sfiorarsi ma semplicemente i loro pensieri più dolci si stanno unendo per tentare di creare un'unica emozione: L’amore.

“Interlocutore 1”

Te mi ami?

“Interlocutore 2”

Forse

“Interlocutore 1”

Vuoi baciarmi?

“Interlocutore 2”

Non credo sia possibile e non penso che lo sarà mai

 “Interlocutore 2”

 Perché stai piangendo?

“Interlocutore 1”

Non lo so, potresti uccidermi?

“Interlocutore 2”

Lo stai facendo te stesso: sai benissimo che quello con cui stai parlando non è altro che una parte di te, sai benissimo che la ferita che nascondi sta sanguinando da un colpo che ti sei inferto da solo e sai benissimo che in questo momento non c’è nessuno accanto a te se non un pacchetto di sigarette vuote e l’arma del tuo suicidio.

“Interlocutore 1”

Aiutami ti prego, cosa posso fare ?

“Interlocutore 2”

Ormai è tardi.. Guarda il fumo ed aspetta; ne è rimasto un po’ nell’aria;  in questo momento sto vedendo una stella, raggiungila piccolo mio ed apri le tue ali; com’è che non riesci più a volare?